Sebastiano Raffaele Il soldato di Cristo e sostenitore di Gotas de Amor

mercoledì 26 marzo 2008

STUDIO BIBLICO BASATO SU' - Giacomo 1:22.

Siate praticanti della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi.
La Parola di Dio è un libro dove sono contenute verità incontestabili e, grazie agli esempi in Essa riportata, possiamo trarre dei grandi benefici.
Chi non ricorda i miracoli operati dal Signore nell’antico Egitto? Essi sono opere memorabili e chi non ha mai sentito parlare delle dieci piaghe che Dio mandò al tempo di Mosè? Esse suscitarono timore e soggezione nelle genti e quei flagelli furono seguiti dalla meravigliosa liberazione del popolo d’Israele attraverso le acque del Mar Rosso. (Esodo capitoli da 7 a 12 e capitolo 14:21-31; Deuteronomio 34:10-12).
Molti forse avrebbero desiderato essere lì in quel momento e poter vedere e toccare con mano i miracoli operati da Dio e poter così elevare delle lodi maggiori. Ma è realmente così? Il salmista nel cap. 106:21 e 22 del suo libro dice che coloro che avevano vissuto di persona quei miracoli "dimenticarono Dio, loro salvatore che aveva fatto cose grandi in Egitto, cose meravigliose nel paese di Cam, cose tremende sul Mar Rosso".
Ma cosa accadde allora? Il popolo Israelita attraversò il Mar Rosso e cominciò a temere Dio e riporvi fiducia, elevando canti di vittoria e danze di ringraziamento (Esodo 14:31; 15:1,20), ma tutto ciò fu di breve durata, poiché parte del popolo si comportò come se una perdita della memoria li colpì, divenendo mormoratore e lamentandosi di Colui che l’aveva liberato con potenti atti. Molti si resero colpevoli di idolatria e immoralità sessuale. (Numeri 14:27; 25:1-9)
La mancanza di apprezzamento mostrata dal popolo d’Israele ci lascia veramente stupefatti. C’è da domandarsi se veramente avremmo desiderato vivere in quel periodo? È vero che i tempi oggi sono molto differenti da quelli antichi, che non abbiamo visto di persona quei miracoli, che nel nostro periodo godiamo di una maggiore conoscenza sia di Dio che della Sua Parola, ma bisogna lo stesso porre molta attenzione perché quello che capitò allora potrebbe colpire anche noi.
Tutti noi siamo stati toccati dalla mano soccorritrice di Dio che è venuto in nostro aiuto, non solo graziandoci dei nostri peccati per mezzo del sacrificio del Signore Gesù, o del fatto che abbiamo sempre di che mangiare e poterci sostenere, ma anche perché Egli ci viene incontro rispondendo alle nostre richieste in ogni momento della nostra vita e molti sono stati toccati da quei prodigi che nel mondo chiamano miracoli e che noi sperimentiamo ogni giorno, senza farne pubblicità, perché sappiamo che Dio ci ama più di ogni cosa.
Però dobbiamo sempre tenere in considerazione che la nostra natura umana e imperfetta, può crearci qualche difficoltà se ci dovessimo trovare alle prese con le ansietà e i desideri errati di questo mondo, dimenticando con facilità le cose buone che Dio ha fatto per noi.
Ecco perché l’apostolo Giacomo avvertì del pericolo di non divenire dimentichi: "mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era". (Giacomo 1:22-24)
L’apostolo Giacomo cosa intendeva dire con le suddette parole? Vediamo.
La mattina quando ci svegliamo compiamo delle azioni che durante la giornata, un po’ presi chi da attività lavorativa chi da altro, non ricordiamo più, proprio come quella di esserci guardati allo specchio. L’apostolo suggerisce tale esempio non perché durante tutta la nostra giornata dobbiamo ricordare come siamo fatti fisicamente o che aspetto abbiamo, ma vuole intendere che noi compiamo delle naturali azioni che poi dimentichiamo, e che questo potrebbe capitarci anche in senso spirituale. Perché mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane e siamo presi dai nostri problemi, possiamo facilmente dimenticare di smettere di pensare alle cose spirituali. (Matteo 5:3; Luca 21:34)
L’apostolo Paolo nella prima lettera scritta ai Corinzi fa accenno agli israeliti dimentichi nel deserto e, proprio come i cristiani del primo secolo trassero beneficio da quelle parole, noi possiamo altrettanto trarre aiuto a non dimenticare la parola di Dio. Consideriamo quindi I° Corinzi 10:1-12:
"1Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, 2tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, 3tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, 4tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. 5Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto.6Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. 7Non diventate idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi. 8Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila. 9Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. 10Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. 11Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. 12Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere."
Le parole dell’apostolo non sono altro che un avvertimento per tutti i cristiani, in quanto, porta l’esempio del popolo ebraico che, nonostante avesse visto le grandi manifestazioni della potenza di Dio, nonché la prodigiosa colonna di fumo che lo guidava giorno e notte portandolo in salvo oltre il Mar Rosso (1° Cor. 10:1-4; Esodo 13:21; 14:21,22), avendo prova dell’intenso amore mostrato dal Signore, la maggior parte del popolo rinnegò Dio meritandosi il Suo castigo e essere dichiarati indegni di entrare nella terra promessa (vers.5), tutto questo perché? Per mancanza di fede! E ciò li fece perire nel deserto. (Ebrei 3:16-19) Questo cosa ci induce a pensare? Di non seguire il loro esempio bramando cose dannose. (vers.6)
Eppure quelle persone avevano l’occorrente per potersi mantenere spiritualmente desti, quando si trovarono nel deserto. Dio aveva stretto con loro un patto divenendo la Sua nazione. Ricevettero un tabernacolo come centro d’adorazione; un sacerdozio e una ordinamento di come offrire sacrifici. Qual fu il comportamento di costoro? Si rallegrarono dell’interesse che Dio mostrò per loro? Niente affatto! Divennero insoddisfatti di ciò che li circondava! (Numeri 10:1-8)
Per quanto riguarda il nostro tempo, è necessario che abbiamo bene impresse nella nostra mente tutte le cose che ci son state insegnate; è necessario, inoltre, avere una buona relazione con il nostro Creatore chiedendoGli di continuo di tener lontano i desideri egoistici che potrebbero offuscare la nostra vita spirituale. Nel contesto dobbiamo vivere una vita pura e casta, fuggendo tutte le cose che Dio odia e che sappiamo correttamente non sono per il nostro bene. Non perdiamo mai di vista qual è l’obiettivo che dobbiamo raggiungere!
L’apostolo continua a darci consigli quando a versetto 7 scrive di porre attenzione a non divenire idolatri. Certo che non ci inchineremo mai innanzi una statua per offrire la nostra adorazione, come fece invece Aronne (Esodo 32:1-4) diranno molti, ma forse potremmo invece permettere che i nostri desideri carnali ed egoistici abbiano la meglio non permettendoci di adorare Dio come Egli vuole. (Colossesi 3:5) Esiste ancora un altro pericolo collegato a questo: quando fu costruito il vitello d’oro, Aronne non rinnegò Dio, ma dichiarò che quella occasione era buona e serviva a rendere una festa al Signore. Facendo questo non fece altro che ingannare se stesso, pensando che il Signore non avrebbe tenuto conto della sua disubbidienza ma che forse l’avrebbe esaltato ancor di più per averGli dedicato un giorno solenne. Ma non fu così, perché come sappiamo, Dio divenne furioso per l’offesa ricevuta.
Gli Israeliti non potevano accampare scuse per il loro comportamento, poiché Dio categoricamente aveva detto loro di "non fare dèi d’argento e dèi d’oro accanto a Lui" (Esodo 20:23), e per questo tentativo di adorare Dio a modo loro, circa tremila persone persero la vita.
Similmente, oggi, un cristiano non può e non deve trovare scuse per un suo eventuale comportamento sbagliato, perché Dio, nella Sua Parola scritta, spiega qual è la Sua volontà e come un credente si deve comportare.
Per commettere un peccato contro Dio non si deve per forza commettere un atto di idolatria, inchinandosi innanzi una statua e offrirgli preghiere o atti di riverenza. Si può offendere Dio in tantissimi modi e, proprio per la maniera in cui si sbaglia, il Signore si allontana da noi.
La prima cosa importante da comprendere è come l’Eterno vuole essere adorato e quali sono le cose che Lui reputa giuste o sbagliate, in modo da non fare come la maggior parte della cristianità, che adora Dio a modo proprio, stabilendo da sé qual deve essere la maniera di servirLo. In parole semplici non deve essere l’uomo a stabilire le regole altrimenti l’adorazione diventa un’adorazione di comodo e non si rispetta né Dio e né i Suoi detti, lo si crede solo di fare.
Per questo motivo il Signore ci ammonisce tramite le Scritture ad avere un comportamento confacente alla pura adorazione, ed è per questo che bisogna compiere sforzi per fare ciò che è giusto. Occorre poco per sviarci dalla retta strada, solo perché abbiamo avuto un comportamento poco corretto per essere divenuti dimentichi della Parola di Dio.
Cosa ci può far divenire dimentichi? Uno dei tanti esempi che possiamo portare è quello riguardante l’immoralità. Sappiamo tramite le Scritture che l’Eterno odia l’impurità e tutto ciò che concerne i rapporti sessuali errati. Nel libro di I° Corinti 6:18 è scritto: "Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta è fuori dal suo corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo", dal canto nostro non accetteremo mai di avere rapporti con una donna che non sia nostra moglie, e per le donne un uomo che non sia il marito, sapendo che Gesù disse: "chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore".(Matteo 5:28) Non si può peccare così di punto in bianco se non esistono problemi di fede o se il peccato non ha già instaurato precedentemente una base. Nessuno commetterebbe un peccato tanto facilmente, ma se un credente comincia a interessarsi alla pornografia, guardando film osceni o pubblicità erotica o altro ancora, nella mente comincia a aver origine il desiderio di ciò che è sbagliato, un po’ come capitò ad Eva, la quale fu tentata in maniera subdola. Se nel giardino dell’Eden, il diavolo si fosse presentato sotto la sua vera forma e non quella di un serpente, e se avesse chiesto alla donna di mangiare del frutto proibito, bèh, le cose sarebbero andate diversamente da come le conosciamo.
Similmente anche oggi, non si deve incoraggiare la nostra mente a proseguire in una strada che sappiamo non esser quella giusta, poiché, ecco, alla prima occasione che si presenta una tentazione sessuale cadere come una cosiddetta pera matura, solo perché si è alimentata la visione di cose peccaminose, le quali, hanno fatto si di far divenire l’uomo dimentico dei detti di Dio e di ciò che è esposto nel Salmo 119:1,2: "Beati quelli che sono integri nelle loro vie, che camminano secondo la legge del Signore. Beati quelli che osservano i suoi insegnamenti".
Ad avallare questo ci pensa l’apostolo Luca che riporta le parole di Gesù che fanno comprendere questo punto in una maniera più semplice, infatti egli cita: "La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è limpido, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è malvagio, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Sta quindi attento che la luce in te non sia tenebre. Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senza avere alcuna parte tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina con il suo splendore". (Luca 11:34-36)
Esiste un altro punto che potrebbe compromettere l’integrità spirituale di un credente: ‘la bramosia del denaro’, la quale spinge gli uomini a comportarsi nella maniera più subdola, a discapito del suo prossimo, solo per il desiderio di ottenere sempre più dalla vita e dimenticare i detti di Dio.
Ecco perché la bramosia del denaro e della ricchezza è l’idolo che Gesù combatte più di ogni altro e perché lo considera il più pericoloso per le persone umane. Nel discorso della Montagna asserisce che: "non si può servire Dio e i soldi" (Matteo 6.24), e la Sua asserzione precedente che conferma che i: "Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli" (Matteo 5:3).
Esistono altri due cosiddetti simulacri che potrebbero far divenire il credente dimentico: la violenza e l’orgoglio.
Violenza: ma i cristiani non sono persone dedite all’amore verso il prossimo? Come possibile che possano essere violenti? Non dimentichiamo quello che è accaduto nello stato d’Irlanda, dove pochi anni fa si è combattuto una cruenta guerra fra credenti: cattolici contro protestanti. Entrambe le fazioni si definiscono cristiane e dicono di seguire gli insegnamenti di Gesù. Ma niente è di più falso, poiché colui che si definisce seguace di Nostro Signore aborra la violenza in ogni sua manifestazione. Nel tanto bel discorso della Montagna Gesù disse: "voi avete udito che fu detto occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico: non contrastate il malvagio; anzi se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra; e a chi vuol litigare con te e prenderti la tunica, lasciagli anche il mantello. Se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera un prestito da te, non voltar le spalle. Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste". (Matteo 5:38-47)
Queste parole cosa ci insegnano? Amare il nostro prossimo chiunque esso sia e che non dobbiamo mai odiare nessuno, come non dobbiamo mai dimenticare i detti di Dio, i quali non solo ci permettono di proseguire nella nostra via cristiana ma nel contempo di esaltare innanzi agli uomini il nome di Dio e la Sua gloria per l’amore che Egli mostra. Questo solo si è operatori della Parola divina e non solo uditori.
Orgoglio: questa è una piaga che molto spesso ha diviso, non solo delle famiglie, ma popoli interi. L’orgoglio è un qualcosa di brutto che non permette di considerare le cose dal giusto punto di vista, allontanando le persone le une dalle altre. Ma per il cristiano non deve essere così e il Signore lo sapeva ed ecco perché ha lasciato un ottimo esempio, affinché tutti possano attingere forza e fare le cose giuste. Infatti, Gesù durante l’ultima cena, mentre tra i discepoli sorse una questione che riguardava chi tra loro dovesse essere considerato il più importante, disse loro: " I re comandano sui loro popoli e quelli che hanno il potere si fanno chiamare benefattori del popolo. Voi però non dovete agire così! Anzi, chi tra voi è il più importante diventi come il più piccolo; chi comanda diventi come quello che serve". (Luca 22:24-26)
Per confermare quanto appena detto, il Signore si alzò da tavola e lavò i piedi ai discepoli, (Giovanni 13:4-15) lasciando loro in eredità il grande esempio di umiltà che sia loro sia tutti gli altri credenti a venire avrebbero dovuto ricordare, il cioè essere umili come umile lo fu lo stesso Messia, Figlio di Dio, il quale non ha guardato il proprio rango ma che si è continuato ad umiliare dapprima nel farsi uomo e poi nel dar l’esempio ai credenti di dover essere persone semplici ed al servizio degli altri, dimostrando che l’amore abbonda. Perché come Dio ha amato il mondo, similmente i cristiani devono amare il prossimo dandone pubblica dimostrazione al mondo intero, affinché il nome di Dio sia esaltato su tutta la terra! (Solo e sempre se non dimentichiamo i suoi detti!)
Siamo d’accordi con le parole di Gesù che dicono: "poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste son le cose che contaminano l’uomo". (Matteo 15:19,20a)
Per rimanere saldi nella fede dobbiamo fare nostri i detti di Dio e trarne il maggior beneficio possibile. Questo lo si può fare solo con un attento studio della Parola di Dio, con una buona relazione con il nostro Padre Celeste e nel mettere in pratica tutto ciò che Egli ci consiglia di fare. Questo è per il bene nostro e per quello del nostro prossimo. Con le nostre azioni daremo testimonianza della nostra fede e permettere ad altri che, nel vedere il nostro modo di fare, di unirsi a noi ed elevare lodi al nostro Signore Gesù Cristo e a Colui che lo ha mandato. Ma questo è possibile solo se facciamo nostre le parole di Giacomo 1:22 : "Siate praticanti della Parola e non soltanto uditori". Amen.

Sebastiani Raffaele

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